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Gestione patrimoniale e amministrazione di sostegno, è possibile – G.T. Modena, 3.11.2016

Pubblicato il 15/12/2016

gestione patrimonialeLa gestione patrimoniale dei beni del beneficiario è uno dei compiti che quasi sempre l’amministratore di sostegno è chiamato a svolgere.

Quando però il patrimonio da gestire è rilevante, si pone il problema di individuare la misura di protezione più adeguata, tra inabilitazione, interdizione o amministrazione di sostegno.

Sull’argomento negli ultimi anni c’è stato sensibile cambio di orientamento da parte dei Giudici Tutelari. Esaminiamo meglio il problema.

 

La giurisprudenza in materia di gestione patrimoniale e persone fragili

Da sempre si è ritenuto che l’interdizione (o con le debite differenze) o l’inabilitazione rappresentassero le uniche misure idonee a garantire la corretta gestione di un “rilevantissimo e variegato patrimonio del destinatario” (Cass. 26 luglio 2013, n. 18.171; Cass. 12 giugno 2006, n. 13.584).

La giurisprudenza riteneva necessario ricorrere a tali figure nei casi in cui apparisse necessario impedire al soggetto da tutelare di compiere atti pregiudizievoli per sé, eventualmente anche in considerazione della permanenza di un minimum di vita di relazione che porti detto soggetto ad avere contatti con l’esterno (Cass. 26 ottobre 2011, n. 22332; Trib. Mantova, 1 ottobre 2013, n. 827).

Dunque, interdizione o inabilitazione per impedire al beneficiario di compiere atti pregiudizievoli per sé.

Se questo è stato per lungo tempo l’orientamento prevalente, recentemente la Cassazione, con sentenza n. 17962 dell’11 settembre 2015, ha stabilito che

la presenza di un rilevante patrimonio non giustifica la pronunzia d’interdizione, ma piuttosto la nomina dell’amministratore di sostegno, supportato dall’ausilio di esperti e qualificati professionisti del settore ai fini della gestione del predetto cospicuo patrimonio.

Proprio in questa direzione è il recente provvedimento del Giudice Tutelare di Modena del 3 novembre 2016 che, dopo aver esaminato i rapporti tra interdizione e amministrazione di sostegno, nomina (addirittura) due co-amministratori di sostegno per assistere il beneficiario anche nella gestione di un ingente patrimonio mobiliare ed immobiliare.

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