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Separazione dei coniugi e trasferimento di immobile (solo) con l’avvocato! – Trib. Pordenone, 16.3.2017

Pubblicato il 21/04/2017

Maggior spazio alla negoziazione assistita in materia di separazione dei coniugi.

È quanto ha stabilito il recente decreto del Tribunale di Pordenone del 16 marzo 2017 che ha ordinato la trascrizione nei registri immobiliari di un atto di trasferimento della casa coniugale da un coniuge all’altro pattuito in sede di separazione raggiunta tramite negoziazione assistita.

Mediante tale provvedimento, dunque, il Tribunale ha stabilito che nell’ambito del procedimento di negoziazione assistita l’avvocato non si limita ad assistere le parti, ma assume un ruolo ben più pregnante in considerazione del fatto che l’accordo che viene raggiunto vale come sentenza.

 

Il (maggior) ruolo dell’avvocato nella negoziazione assistita

Il ragionamento del Tribunale di Pordenone è estremamente semplice, ma proprio per questo anche convincente.

L’accordo derivante dalla negoziazione assistita (con la partecipazione necessaria di due avvocati) ha gli stessi effetti della corrispondente sentenza di separazione giudiziale, con la quale possono avvenire anche trasferimenti immobiliari senza dover passare dal notaio.
Per questo, non vi è alcun motivo per dover sottoporre l’accordo di negoziazione assistita all’ulteriore autentica da parte del notaio, che anzi costituirebbe un adempimento (duplicato e quindi) del tutto inutile.

L’interpretazione del Tribunale di Pordenone è assolutamente con le norme in materia di negoziazione assistita, che proprio nell’ottica di introdurre procedimenti alternativi alla giustizia ordinaria, attribuiscono grande rilievo e responsabilità all’avvocato.

 

Le liberalizzazioni

Se, come si spera, il provvedimento del Tribunale di Pordenone verrà preso ad esempio anche da altri Tribunali, ciò costituirebbe inevitabilmente un’importante apertura nel nostro ordinamento anche per

l’estensione agli avvocati del potere di autentica per certi contratti aventi ad oggetto trasferimenti immobiliari,

così come previsto dal d.d.l. concorrenza, ancora in attesa di approvazione.

Al di là delle inevitabili e prevedibili obiezioni da parte di certe categorie professionali, se si arrivasse a tale risultato, certamente si aprirebbe la strada ad importanti vantaggi di cui beneficerebbe l’intera economia del Paese.

 

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