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Amministrazione di sostegno e decesso del beneficiario. Cosa fare?

Pubblicato il 18/11/2015

decesso del beneficiarioUna volta aperta la procedura di amministrazione di sostegno e nominato un amministratore, cosa succede in caso di decesso del beneficiario?

La morte del beneficiario costituisce, insieme alla revoca del provvedimento, una causa di chiusura della procedura di amministrazione di sostegno.
A seguito di tale evento, l’amministratore di sostegno cessa dal proprio incarico e dalle proprie funzioni, ma è tenuto comunque ad alcuni adempimenti finali, necessari affinché il Giudice Tutelare possa dichiarare la chiusura della procedura.

 

Quali sono gli adempimenti a seguito del decesso del beneficiario?

Con la morte del beneficiario, la procedura di amministrazione di sostegno si interrompe.

L’amministratore cessa dalla proprie funzioni (e, dunque, ad esempio, non potrà più operare sul conto corrente del beneficiario) ma è comunque tenuto a depositare una relazione di chiusura dell’amministrazione di sostegno, ossia un vero e proprio rendiconto finale.

In tale relazione, oltre a dare conto del decesso del beneficiario, dovrà essere indicata anche l’attività svolta nel periodo che va dall’ultimo rendiconto (o dall’apertura dell’amministrazione, nel caso in cui non sia stato ancora depositato il primo rendiconto) ed allegata una situazione patrimoniale alla data del decesso del beneficiario.

Attraverso tali documenti il Giudice Tutelare avrà così modo di valutare l’operato dell’amministratore e, una volta verificatane la correttezza, disporre la chiusura della procedura.

Così come in occasione di ogni rendiconto, anche con il deposito della relazione di chiusura, l’amministratore di sostegno (ormai ex) potrà anche richiedere un indennizzo per l’attività svolta oltre al rimborso delle spese sostenute per l’espletamento dell’incarico.

 

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