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Abolire l’amministrazione di sostegno? Ce lo chiede l’ONU!

Pubblicato il 22/09/2016

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Si è tenuta negli scorsi giorni a Firenze la Conferenza Nazionale sulla Disabilità, un evento importante per discutere di tematiche certamente rilevanti e di attualità come, appunto, quelle riguardanti il mondo delle disabilità.

L’evento si è svolto nel decennale dell’approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e proprio dall’ONU sono arrivati spunti importanti di riflessione sulla figura dell’amministrazione di sostegno.

In particolare, ha destato grande interesse la Raccomandazione all’Italia resa dal Comitato per l’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, nella quale il Comitato richiama le proprie Osservazioni Conclusive sul Primo Rapporto italiano sullo stato di attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (Convenzione di New York del 2006, ratificata con la legge n. 18 del 2009), già presentate a Ginevra lo scorso mese di agosto.

 

La Raccomandazione del Comitato per l’attuazione della Convenzione ONU

Nella propria Raccomandazione, prendendo spunto dall’art. 12 della Convenzione (che stabilisce il principio dell’uguale riconoscimento davanti alla legge), il Comitato si è detto preoccupato circa la pratica della sostituzione nella presa di decisioni attraverso il meccanismo di sostegno amministrativo “Amministrazione di Sostegno” e, ha quindi raccomandato di

abrogare tutte le leggi che permettono la sostituzione nella presa di decisioni da parte dei tutori legali, compreso il meccanismo dell’amministratore di sostegno

e di emanare e attuare provvedimenti per il sostegno alla presa di decisioni, compresa la formazione dei professionisti che operano nei sistemi giudiziario, sanitario e sociale”.

 

Abolire o modificare l’amministrazione di sostegno?

Come era immaginabile, di fronte ad una così forte affermazione da parte del Comitato per l’attuazione della Convenzione ONU, altrettanto forti sono state le reazioni dei sostenitori dell’Amministrazione di Sostegno, che hanno subito parlato di fraintendimento da parte del Comitato, ecc ecc.

Il dibattito è appena iniziato e di sicuro sarà ancora molto lungo. Quel che però si può dire è che l’amministrazione di sostegno sia una misura certamente positiva nelle sue intenzioni iniziali. Diversa è, invece, l’applicazione che in molti casi ne è stata fatta, con il risultato di avere moltiplicato a dismisura i procedimenti di ads, intasato i tribunali con la nomina indiscriminata di amministratori di sostegno.

Forse, dopo più di dieci anni di applicazione della legge 6/2004, è il caso di fare il punto della situazione e valutare cosa sia da tenere e cosa, invece, da cambiare.

Voi cosa ne pensate?

Discutiamone insieme!

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