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Le novità sull’Amministratore di Sostegno di Comunità (AdSC)

Pubblicato il 06/03/2023

AdSCL’idea dell’Amministratore di Sostegno di Comunità (AdSC) sta suscitando grande interesse e si sta concretizzando! Se ne è parlato anche all’importante Convegno dal titolo “Nuove sfide per il notariato e novità legislative” tenutosi il 2 febbraio scorso organizzato da Jusweb in collaborazione con il Consiglio notarile dei distretti riuniti di Viterbo e Rieti.

Dopo i nostri articoli sull’argomento, molti privati, responsabili di strutture sociosanitarie e amministratori locali ci hanno contattato per avere ulteriori informazioni sul progetto e per suggerirci alcune interessanti idee.

Con alcune realtà, in particolare, stiamo mettendo a punto un progetto di Amministrazione di Sostegno di Comunità che potrebbe poi essere utilizzato anche per altre situazioni.

Le procedure di amministrazione di sostegno sono in costante aumento e non è sempre possibile individuare figure capaci e disponibili ad assumere l’incarico. È per questo che è necessario che si individuino quanto prima figure professionali e adeguatamente formate che possano diventare AdSC.

 

La gestione dei patrimoni dei beneficiari

L’art. 2645 ter c.c. prevede già la possibilità di effettuare atti di destinazione per la realizzazione di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone con disabilità, a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche. A seguito della nomina di un AdSC, quest’ultimo si troverebbe, quindi, a gestire i patrimoni di più beneficiari.

Perché, dunque, non pensare di estendere le previsioni dell’articolo in questione sino ad ammettere la costituzione di un fondo comune destinato e alimentato, pro quota, dai patrimoni dei vari beneficiari, con il quale far fronte ai costi di questa gestione comune, magari affidando la costituzione ai notai? E perché non pensare di superare il “dogma” della gratuità dell’incarico?

Attraverso la costituzione di un fondo comune si formalizzerebbe una gestione comune e solidale dei bisogni dei vari beneficiari, garantendo loro un’assistenza qualificata, e comunque sempre sotto la supervisione del Giudice Tutelare.

Voi cosa ne pensate?

 

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